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Intervista con lo scrittore Antonello Loreto.

Intervista con lo scrittore Antonello Loreto

Sabato, 13 maggio, lo scrittore Antonello Loreto ha presentato il suo nuovo libro „Un’altra scelta” a Palestrina, Roma e ha parlato di lui e del suo lavoro in una ampia intervista per il nostro giornale „Vocea romaneasca”. Il signor Roberto Papa a fatto una breve introduzione del libro e riguardo lo scrittore Antonello Loreto.

„Ogni volta che prendo in mano un libro, soprattutto se è di recente pubblicazione, quello che presentiamo questa sera è stato pubblicato a maggio 2016, mi chiedo: in un mondo attraversato da guerre, povertà, migrazioni di popoli la letteratura ha ancora un senso? Non è a un libro in particolare a cui mi riferisco, ma a ciò che la letteratura crea,  al sentimento dell’umano che essa crea.
La letteratura attraverso i suoi libri può farci comprendere il senso del noi e attraverso le sue lenti farci leggere l’esperienza dell’umano. In un mondo dominato dall’apparenza e da false notizie un buon libro  può essere la chiave per ricondurci a  una sensazione di verità inconfutabile e quasi tangibile di ciò che è bene e di ciò che è male, di ciò che è luce e di ciò che è buio. Un buon racconto può riportarci a vivere  e comprendere relazioni tra un uomo e una donna, scelte morali universali, emozioni autentiche non manipolate.
La letteratura può insegnare a ciascuno di noi a cercare di capire l’uomo nei suoi valori, nei suoi errori, nelle sue paure. Leggere un libro permette a ciascuno di noi di vivere la sua unicità, la propria individualità, la propria appartenenza al genere umano senza sentirsi massa. Fernando Pessoa , scrittore portoghese, scriveva:
“I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante”. Ed è quello che ogni volta provo nel leggere un romanzo sia di un autore famoso, sia di un nuovo autore. E’ questo il caso del libro che presentiamo stasera “Un’altra scelta” di Antonello Loreto. L’autore si presenterà e del libro ne parlerà lui stesso. „

Quando e come è nata la sua vocazione di scrittore?

Da giovane, sono nato nel 1970 a l’Aquila, ho scritto di cinema, poi nella vita ho fatto altre cose, lavorando come consulente nel settore degli investimenti immobiliari e della comunicazione e poi quattro anni fa ho deciso di intraprendere “carriera di scrittore” perché ormai ne ho fatto la mia professione.

Tutto è cominciato per scherzo con “La favola di Syd^” che è un libro autoprodotto tra l’altro pero il libro è andato particolarmente bene perché è stato tra le prime venti posizioni della piattaforma self publishing del mio libro e da lì una cosa, che è cominciata per scherzo, è proseguita con un romanzo che mi è stato pubblicato da Progetto Cultura Edizioni e oggi faccio questo di mestiere.

Il libro de “La favola di Syd” di cosa parla e  quale è la storia?

“La favola di Syd” è il mio romanzo di esordio, pubblicato nel 2014,  e parla della vita di un uomo di mezza età che fa un percorso personale relativo alla propria sessualità. Parte omosessuale e nel corso degli eventi, che si susseguono, scopre un’attrazione particolare per le donne. Questo libro è nato da un’esperienza personale, seppure indiretta, che io ho avuto un po’ di anni fa con un mio amico che fece esattamente questo percorso. Il titolo poi si chiama “La favola di Syd” perché è un tributo a Syd Barret, il  leader dei Pink Floyd. In questo libro come anche nel libro che presentiamo stasera c’è parecchia musica e la colonna sonora del libro è la musica dei Pink Floyd.

E per “Un’altra scelta” quali sono le fonti di ispirazione?

La fonte di ispirazione è anzitutto la ricerca o l’attenzione alla storia di personaggi diciamo così non omologati che sia il protagonista della favola di syd o il personaggio du un’altra scelta non sono delle persone “normali” ma  appunto uno aveva a che fare con la sessualità e in un’altra scelta il protagonista a che fare con il mondo psichico sono diciamo così dei personaggi non bene inquadrabili e questa è una cosa che a me interessa sempre esplorare. in maniera particolare il rapporto che c’è tra la parte razionale di ognuno di noi e la parte emotiva di ognuno di noi che è un tema che ricorre nei due romanzi. poi come ispirazione esterna come dicevo prima sicuramente la musica io appartengo a quella categoria che oggi chiamano conuna parolaccia gli youtuber gli scrittori 2.0 che si fanno abbastanza influenzare dalla musica che ascoltano. C’è nei miei libri molta musica del passato che funziona come fonte di ispirazione esterna.

Come definireste il personaggio principale del suo libro e il suo percorso in questo che presenta oggi “Un’altra scelta”?

Ma come dicevo prima un personaggio non omologato. Nella quarta di copertina è scritto che S.D. che è il nome e cognome del personaggio è un soggetto eccentrico, pigro nei confronti delle persone e delle cose perché ha un modo di ragionare tutto suo,, influenzato da una situazione familiare non del tutto lineare e che si trova immerso in una sorta di triangolo amoroso che non riesce a gestire e che quindi da li dopo un viaggio rocambolesco, si ammala e comincia quella parte, che è poi la parte finale del libro, che si svolge all’interno di un ospedale psichiatrico

E la fonte di ispirazione per il suo libro è sempre un suo amico?

No, la fonte di ispirazione di questo libro è diciamo riferibile al primo libro, nel senso che quando ne “La favola di Syd” io stavo scrivendo la scena di Giulia, la donna di Syd Barret, che trova Syd Barret a letto con la sorella, impazzisce e si trasferisce a Londra da Cambridge, lasciando Syd Barret in balia di se stesso. La leggenda dice che da lì Syd Barret abbia cominciato il suo declino psicologico. Mentre ovviamente mi impersonavo nella scena, si è accesa la lampadina, e mi sono chiesto se si può impazzire per amore e quindi poi ho continuato a scrivere “La favola di Syd”. Quando poi ho finito di scriverla mi sono detto “ah sarebbe bello affrontare questo tema” e quindi ho costruito il personaggio di S.D..

Quindi un qualche legame tra il primo e secondo libro c’è…

Si, si quando scrivi dei romanzi di natura intimista c’è sia la continuità semi autobiografica per alcuni versi sia le tematiche sono legate sempre spesso  da un fil rouge. E’ quello che le dicevo prima: il rapporto tra cuore e ragione per me è il vero fil rouge delle cose che scrivo.

Quali sono le opinioni dei lettori riguardo a “Un’altra scelta”?

Questa è una domanda che non deve fare a me. Infatti io ho sorriso quando l’ho letta…….il libro va bene nel senso che vende, sta vendendo quanto “La favola di Syd” e mi sembra che funzioni e però di più non sono in grado di dire…

La presentazione del libro l’ha fatta solo a Roma o in altre città

No non solo a Roma. Lei conti che “Un’altra scelta” è uscito a marzo dell’anno scorso e questa mi sembra che sia la tretacinquesima presentazione , per cui ne ho fatte parecchi in giro per l’Italia.

Presentazione libro „Un’altra scelta” a Palestrina

E dopo Palestrina?

Dopo Palestrina devo fare Chieti la settimana prossima,     poi ci sarà Atri, Brunori, il 9 giugno a Roma e poi Giulianova, Roseto, Predazzo in Trentino, Bellamente, Alzano, insomma ce ne è ancora parecchio. Poi l’estate ti invitano per cui è il momento nel quale ci saranno tutte le iniziative culturali.

Il scrittore Antonello Loreto a Palestrina

A che progetto sta lavorando in questo momento e quando sarà pronto

Questa è una domanda alla quale si risponde sempre malvolentieri. Diciamo che il terzo romanzo è finito. Per la verità stiamo vedendo di fare un po’ il salto nel senso che, essendo andati bene i primi due, l’ha voluto leggere una casa editrice importante, forse la più importante in Italia,  e io sto aspettando di sapere se il prossimo romanzo esce con loro

Comunque è terminato e ha a che fare con una partita di calcio un po’ particolare in un giorno un po’ particolare in una comunità alla quale io sono particolarmente legato.

Quale ruolo ha il tema dei “viaggio” nei suoi libri?

Il viaggio sia ne “La favola di Syd” che in “Un’altra scelta” hanno nella storia un ruolo fondamentale anche se molto diverso nella soluzione finale ossia in quello che genera all’interno del personaggio protagonista. Perché mentre ne “La favola di Syd” il viaggio è il viaggio della consapevolezza, nel senso che lui passa per Londra, dove lavora a Cambridge, e in questo passaggio succedono determinate cose che gli giustificano questa sua riconosciuta sessualità, in “Un’altra scelta” invece il viaggio in Bretagna finisce per confondere le idee al protagonista al punto che è l’elemento scatenante, insieme ad un’altra cosa che succede quando lui torna nel suo paese di origine, dell’esaurimento nervoso che lo fa finire nel manicomio.

Quale ruolo hanno nelle sue storie i personaggi?

I personaggi sono tutte quante figure che rimangono volutamente un po’ in secondo piano rispetto al personaggio protagonista. Mi è piaciuta molto la definizione di Filippo Montefusco, che è l’agente letterario di Einaudi forse più quotato in Italia, che ha curato la prefazione del libro il quale ha parlato di “una galleria neorealista” nel senso che tutti questi personaggi sono in qualche maniera legati a quel mondo con quelle caratterizzazioni particolari.

A parte le due donne che si contendono, diciamo così il protagonista, che sono sempre un passo indietro rispetto al personaggio, più che parlare dei singoli profili dei personaggi a me interessa, e interessava quando ho scritto il libro, far capire che c’è sempre un perimetro di tutela intorno a persone a che a un certo punto della loro vita hanno qualche problema  E’ una cosa che noi non riconosciamo spesso nel momento in cui ci confrontiamo con queste cose qui,  ma questi personaggi diventano dei veri e propri archetipi per cui c’è l’amico, la famiglia, l’istituzione, l’amore; c’è l’infermiere del manicomio che rappresenta un po’ la figura paterna che il protagonista non ha. E tutte queste cose qua messe insieme determinano una sorta di reticolato intorno a questa persona  che alla fine finisce per salvarla e quindi a me questa cosa interessava dei personaggi che fossero funzionali alla risoluzione dei problemi del protagonista.

Quale ruolo gioco la “follia d’amore” nel suo racconto?

La follia d’amore è un cliché della letteratura. La follia d’amore è la cosa di cui si parla da due, tremila anni. Ovviamente quando ho scritto questo libro mi sono documentato. Ho dovuto studiare perché per fortuna non avendo vissuto in un manicomio e non essendo mai stato folle o folle per amore dovevo in qualche modo crearmi tecnicamente.

Le fonti di ispirazione sono da Saffo che parlava della pazzia d’amore, della testa che batte, del cuore che pulsa alla letteratura cavalleresca dell’Orlando Innamorato di Boiardo che diventa furioso in Ariosto. La letteratura di Shakespeare e un libro in particolare, che io ho letto mentre scrivevo “Un’altra scelta”, che è un libro di Verga “La storia di una capinera”. In questo libro si parla della storia di  Maria che ad un certo punto diventa suora perché il suo vecchio fidanzato Nino si mette con la sorellastra e questi  due signori non riescono a fare niente di meglio che costruirgli una casetta sotto la finestra del suo convento e lei impazzisce per amore E questo libro è stato ovviamente una fonte di enorme ispirazione nel momento in cui stavo scrivendo. Comunque poi ripeto dal punto di vista della letteratura legata alla follia d’amore se ne potrebbero citare tantissimi comunque questi sono più che sufficienti come riferimenti.

Valentina Tofan

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